Conferenza: “Costruzioni prospettiche, modelli iconografici, intenzionalità narrative: originalità e derivazioni nella Pala di Castelfranco di Giorgione”

Conferenza: Costruzioni prospettiche, modelli iconografici, intenzionalità narrative e derivazioni nella Pala di Castelfranco di Giorgione

Conferenza di Ugo Soragni presso la Sala da Ballo di Villa Revedin Bolasco, a Castelfranco Veneto.
Al termine dell’incontro, omaggio ai presenti di una pubblicazione sull’intervento.

Ingresso gratuito, ma posti limitati.
Per prenotare Museo Casa Giorgione:
0423 735626.

Ugo Soragni (Vicenza, 1953) è studioso di storia dell’arte rinascimentale veneta e lombarda e di storia dell’urbanistica medievale, moderna e contemporanea.
È autore di numerosi volumi, saggi e ricerche e ha pubblicato tra gli altri, sulle tematiche giorgionesche, il volume “Giorgione e il culto del Sole. Eresie e significati nella pittura del Rinascimento” (2009).
È stato dirigente generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e ha ricoperto, da ultimo, l’incarico di direttore generale Musei.
Dal 2007 dirige l’annuario nazionale “Storia dell’urbanistica”.
É componente della commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale e del consiglio di amministrazione della fondazione Il Vittoriale degli Italiani.
Insegna legislazione dei beni culturali all’Università di Padova.

Presentazione – Le Trame di Giorgione

Le Trame di Giorgione – Capolavori della storia dell’arte e del tessuto riuniti in Casa Giorgione. Per svelare una innovativa storia del costume.

Mostra a cura di Danila Dal Pos

27 Ottobre 2017 – 04 Marzo 2018
Castelfranco Veneto (Tv), Museo Casa Giorgione e altre sedi

La “Pala di Castelfranco”, capolavoro primo di Giorgione, offre il naturale punto di partenza per una sontuosa mostra che trova negli ambienti del Museo Casa Giorgione il suo fulcro. Per espandersi poi in diversi siti della Città Murata, destinati ad accogliere l’attualità della grande tradizione di tessoria della Serenissima di 5 secoli fa.

“Quello che prende il via in autunno a Castelfranco Veneto -spiega Stefano Marcon – Sindaco della città – è un PROGETTO CORALE che coinvolge i principali protagonisti di una comunità, facendo nascere e crescere idee e contaminazioni tra cultura, industria, educazione ed economia.
La Mostra “LE TRAME DI GIORGIONE” diviene l’occasione per mettere in moto uno straordinario PROGETTO DI ACCOGLIENZA senza pari, che vede protagonisti i ragazzi dei Licei e degli Istituti Superiori impegnati in un grandioso progetto di guida ai visitatori, ma anche i commercianti coinvolti in un’operazione di promozione della Mostra attraverso le loro vetrine, i ristoratori intenti ad offrire le eccellenze alimentari del territorio a prezzi agevolati, gli albergatori occupati a proporre un’offerta competitiva, i baristi dediti ad un compito nuovo, quello di “mediatori culturali“.
Sono poi parte importante del progetto, le associazioni di guide, coinvolte nel condurre il visitatore alla scoperta delle unicità artistiche, artigianali ed enogastronomiche del nostro territorio dell’entroterra, e quelle impegnate nell’accompagnare gli ospiti della Mostra nella continuazione di un percorso emozionale nel mondo della “tessoria” a Venezia, dall’Archivio Storico di Rubelli, ai telai della Serenissima di Bevilacqua, fino al Palazzo del terzo protagonista dell’industria tessile veneziana, Mariano Fortuny; e poi anche nell’atelier di Roberta di Camerino e nel Museo del Tessuto e del Costume del Settecento di Palazzo Mocenigo“.

La Mostra
Le Opere
Gli Itinerari

Biglietti / Tickets
INDIVIDUALI
Biglietti / Tickets
GRUPPI E SCUOLE

La Pala di Castelfranco. Nulla è solo come sembra

La “Pala di Castelfranco” viene commissionata a Giorgione da Tuzio Costanzo per l’altare della cappella di famiglia acquisita all’interno del Duomo. La scomparsa del figlio Matteo, occorsa nella primavera del 1499, nel corso di una campagna militare, diviene poi anche l’occasione per ricordare una morte improvvisa e prematura, che costringerà Giorgione a delle modifiche, come quella di sostituire il primo basamento con un sarcofago in porfido. Certo la Pala è anche questo. Ma forse il suo significato va oltre quello, pur naturale, della memoria e della devozione.

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Comunicato Stampa #1

LE TRAME DI GIORGIONE
Capolavori della storia dell’arte e del tessuto riuniti in Casa Giorgione.
Per svelare una innovativa storia del costume.
Mostra a cura di Danila Dal Pos

27 Ottobre 2017 – 04 Marzo 2018
Castelfranco Veneto (Tv), Museo Casa Giorgione e altre sedi

La “Pala di Castelfranco”, capolavoro primo di Giorgione, offre il naturale punto di partenza per una sontuosa mostra che trova negli ambienti del Museo Casa Giorgione il suo fulcro. Per espandersi poi in diversi siti della Città Murata, destinati ad accogliere l’attualità della grande tradizione di tessoria della Serenissima di 5 secoli fa.
La mostra, promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la collaborazione dell’Associazione Veneto Museo Sistema, è curata da Danila Dal Pos, la studiosa cui si deve l’allestimento del Museo Giorgionesco, museo che dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018, ospita questa rassegna.
“Le trame di Giorgione” si presenta come una mostra affascinante e coinvolgente, ricchissima di capolavori e ancora più di storie e di nuove proposte interpretative. Si muove nel doppio binario della storia dell’arte e della storia del tessuto, a comporre una originale storia del costume.
Una delle chiavi di lettura scelta dalla curatrice Dal Pos (e dal Comitato Scientifico che l’affianca) è quella allegorica, visione che consente anche di illuminare diversa-mente l’opera e la figura del Giorgione. Proprio a partire dalla Pala, opera di devozione certo, ma anche potente messaggio politico e allegorico.
Molti i nuclei sui quali la studiosa si misura in questa mostra. La nuova lettura della Pala, innanzitutto. Nella raffigurazione della “Madonna e Santi” nulla è “solo” quello che sembra. Nemmeno i 5 magnifici, diversi tessuti che l’artista vi raffigura con assoluta precisione. Secondo la curatrice essi veicolano un preciso messaggio diretto al Senato Veneziano, molto attento alle vicende dell’Isola di Cipro, cui la Pala rinvia in ragione del suo committente, il nobile Costanzo, uomo di stirpe reale.
E le trame, intese come tessuti, sono quelle indossate dagli uomini e dalle donne in mostra, personalità ritratte dai grandi artisti cinquecenteschi di area veneta. L’intera mostra fa volutamente riferimento al solo territorio della Serenissima che, all’epoca, estendeva il suo dominio tra l’Egeo e la Lombardia orientale. A ritrarre questa schiera di personaggi sono artisti come Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, lo stesso Giorgione, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese. Nei ritratti tutti indossano abiti realizzati con tessuti e complementi il cui costo era, per l’epoca, folle. Per testimoniare status symbol, raffinatezza e capacità di spesa, in un mondano trionfo dell’apparenza. Accanto ai ritratti, come in tutte le sezioni della mostra, preziosi esemplari di tessuti d’epoca.
Anche nel nucleo successivo dedicato al Seicento, il lusso si pone come fattore di distinzione identitaria, quel lusso che consiste da sempre nell’impiego di materiali e di manifatture di grande pregio e di altissimo costo.
L’ultimo nucleo a raccontare la storia della manifattura tessile veneziana, in un percorso ancora una volta sviluppato tra arte e raffinato artigianato, è quello dedicato al ‘700. Qui, ancora accanto ai ritratti, viene esibita la prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco, insieme con abiti, corpetti, guanti e borsette dell’epoca, provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia. La commistione tra sacro e profano è più apparente che reale. Spesso infatti le sontuose vesti dismesse dalle grandi dame finivano con l’essere portate sull’altare sotto forma di piviali o pianete, intessute di fili di seta e oro.
Usciti dal Museo, il percorso raggiunge i “luoghi di Giorgione” nell’antico centro cittadino: il Duomo, la Torre Civica, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri, la Casa Costanzo, la Casa Barbarella. In queste suggestive ambientazioni il pubblico è invitato ad ammirare gli esiti attuali della grande tradizione veneziana della tessitura. Per secoli la manifattura tessile ha rappresentato l’industria più fiorente del Veneto, con molte migliaia di occupati. Delocalizzate le produzioni industriali, a testimoniare questa importantissima tradizione sono rimasti i laboratori di alta gamma. Dalle sensazionali Rubelli e Bevilacqua di Venezia, alla Bottoli di Vittorio Veneto che alleva pecore nere per evitare la tintura del filato; dalla Bonfanti di Mussolente, con i suoi inconfondibili arazzi, alla Paoletti di Follina che tesse un tartan senza pari; dalla Serica 1870 di Follina che riesce a collocare le sue impalpabili sete sul mercato cinese, fino alla “fabbrica lenta” di Bonotto a Vicenza.
La Galleria del settecentesco Teatro Accademico ospita invece i telai e la straordinaria produzione di Carlo Scarpa della Tessoria Asolana oggi non più sul mercato.
E per chi volesse approfondire di più il tema, ecco Venezia a portata di visita. Per ammirare le prestigiose tessiture Rubelli e Bevilacqua, le creazioni di Roberta di Camerino, il Palazzo di Mariano Fortuny e il Museo del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo.

Per informazioni:
Museo Casa Giorgione, tel. 0423 735626 – 349 0759791
Assistenza Prenotazione Gruppi: 349 7921750

in collaborazione con
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 info@studioesseci.net

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