La Mostra: il Percorso nella Città Murata

Il Percorso nella Città Murata - Le trame di Giorgione

“Il Percorso nella Città Murata” – La Mostra ha come punto di partenza il Museo Casa Giorgione che espone le opere pittoriche e i tessuti antichi che le commentano, continua all’interno del Duomo che esibisce opere pittoriche, tessuti e la Pala di Giorgione, prosegue nella Torre Civica* dove è collocata l’opera di Nanni Balestrini che  rivisita  “La Tempesta” di Giorgione, fa tappa nello Studiolo di Vicolo dei Vetri dove è visibile la produzione dell’azienda Bottoli di Vittorio Veneto, raggiunge Casa Costanzo* dove espone Bevilacqua di Venezia , la Serica 1870 di Pedeguarda e Maria Teresa Sabatiello, con l’opera “LaMiaDama” , si snoda nella Casa Barbarella con Renata Bonfanti e Paoletti di Follina, conclude il percorso nell’entrata storica del Teatro Accademico dove espone la Tessoria Asolana

* (accesso limitato da barriera architettonica)

Per informazioni
Museo Casa Giorgione: 0423 735626
Assistenza Scuole: 349 0759791
Assistenza Gruppi: 349 7921750

Elenco dei Ristoranti convenzionati

Acquista il Biglietto per la Mostra e per il “Percorso nella Città Murata”
(Il costo del Percorso all’interno della Città Murata di Castelfranco Veneto è incluso nel biglietto di ingresso al Museo Casa Giorgione)

Le Trame di Giorgione - Percorso nella Città Murata
Il Percorso nella Città Murata:
Museo Casa Giorgione
Duomo di Castelfranco Veneto
Torre Civica
Vicolo dei Vetri
Casa Costanzo
Casa Barbarella
Teatro Accademico

Mappa del Percorso nella Città Murata
(download e stampa per seguire il percorso)

Mappa - Mostra Diffusa Le Trame di Giorgione

Le Trame di Giorgione – Il Depliant
(download e stampa)

Il reportage fotografico di Alcide Boaretto:

Giorgione oltre i “5 documenti” – Il ruolo di Giovan Battista Abioso medico-astrologo

Il ruolo di Giovan Battista Abioso medico-astrologo

Fino al 2011 la trama che raccontava la vita di Giorgione era sostanzialmente la stessa ed era costruita dall’intreccio delle scarse informazioni che si possedevano. I documenti che lo riguardano erano 5: quello del 1506 che dichiara la sua associazione alla bottega di Vincenzo Catena, i documenti che si riferiscono al suo telero per Palazzo Ducale a Venezia, quelli che riportano l’intervento sulla facciata del Fondaco dei Tedeschi nella stessa città tra il 1507-1508, e infine le due lettere tra Isabella d’Este e un suo funzionario che rivelano l’avvenuta morte del pittore nell’ottobre del 1510.

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La Pala di Castelfranco. Nulla è solo come sembra

La “Pala di Castelfranco” viene commissionata a Giorgione da Tuzio Costanzo per l’altare della cappella di famiglia acquisita all’interno del Duomo. La scomparsa del figlio Matteo, occorsa nella primavera del 1499, nel corso di una campagna militare, diviene poi anche l’occasione per ricordare una morte improvvisa e prematura, che costringerà Giorgione a delle modifiche, come quella di sostituire il primo basamento con un sarcofago in porfido. Certo la Pala è anche questo. Ma forse il suo significato va oltre quello, pur naturale, della memoria e della devozione.

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